Il signor Rossi

Garbatella racconto
Questa foto è di Francesca Minonne

I vigili urbani sono sempre più rari agli incroci della Capitale, sporadici come i piccioni cacciati via dai gabbiani migrati dal litorale romano perché ammaliati dall’olezzo delle strade, dove gli spazzini latitano solidali con tutti i colleghi comunali. La grande discontinuità è tutta lì: una città con la manutenzione di chi è stato dimenticato da tempo, e nugoli di persone dappertutto. Il viavai sui marciapiedi non lascia tracce nella memoria, chiunque potrebbe essere qualcuno, tutti ci lasciano indifferenti in equal misura. Read More

La città smarrita nella neve

(Questo brano è tratto da Marcovaldo, ovvero Le stagioni in città, di Italo Calvino. Potete acquistare il libro a questo link)

Quel mattino lo svegliò il silenzio. Marcovaldo si tirò su dal letto col senso di qualcosa di strano nell’aria. Non capiva che ora era, la luce tra le stecche delle persiane era diversa da quella di tutte le ore del giorno e della notte. Aperse la finestra: la città non c’era più, era stata sostituita da un foglio bianco. Aguzzando lo sguardo, distinse, in mezzo al bianco, alcune linee quasi cancellate, che corrispondevano a quelle della vista abituale: le finestre e i tetti e i lampioni lì intorno, ma perdute sotto tutta la neve che c’era calata sopra nella notte. – La neve! – gridò Marcovaldo alla moglie, ossia fece per gridare, ma la voce gli uscì attutita. Read More

Il Capodanno del 2000

(Questo brano è tratto dal romanzo “Cronache Urbane”).

Il Capodanno del Duemila sarebbe stato memorabile. Se ne iniziò a parlare fin dall’estate, ci trovavamo in un campeggio sul litorale toscano, confusi tra un tormentone di Alexia, le nottate in spiaggia e i ripetuti tentativi di fare colpo su un gruppetto di ragazze milanesi. Eravamo giovani universitari che avevano già abbandonato l’adolescenza senza rendersene conto, come accade a chi non ha nulla a cui pensare. Erano gli anni Novanta, fucina del disimpegno, mentre il mondo cambiava sotto i nostri piedi. La discoteca come luogo-simbolo di una decade. Tanti ammiccamenti, presunti più che reali, e i patetici tentativi di arginare la fame con i miseri buffet freddi offerti con il biglietto d’ingresso.

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Fenomenologia dell’Aurelio

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Quanta presunzione deve albergare in noi romani, per pretendere di dare ai quartieri i nomi delle strade consolari, quelle lunghe arterie che collegano la Capitale al resto d’Italia. Se non si tratta di appropriazione indebita, è solo perché questi lunghi itinerari che s’irradiano dal Centro sono stati costruiti da chi abitava qui parecchi secoli fa, e che forse ci ha convinti a compiere un abuso di potere prendendoci il nome. Read More

Cronache dalla Roma di Fuori: Ponte di Nona

La Roma di Fuori è un non-luogo. Non esiste nelle mappe, non esiste nelle istituzioni. E’ una cintura irregolare che circonda la Capitale, oltre il Grande Raccordo Anulare, ai confini con i comuni limitrofi: ne fa parte, ma solo sulla carta, a volte neanche quella. Le chiamano “nuove periferie” e sembrano tutte uguali: un centro commerciale e tanti servizi promessi, mai mantenuti. Sono quartieri-dormitorio, meta dei trentenni single o delle giovani coppie che a Roma non possono permettersi di comprare in zone centrali. In questa serie di reportage le visiteremo una ad una.

Puntate precedenti

Non volevo scrivere di Ponte di Nona. Volevo evitarlo, come fanno gli snob quando un tema a loro caro diventa piuttosto popolare e per loro non ha più senso portarlo in giro, renderlo fulcro del loro repertorio. Se ne parlano tutti, io non ne parlo più. Non posso far finta di non sapere che Ponte di Nona è l’Esempio, didascalico, osceno e quasi pornografico, della Roma di Fuori. Tuttavia, proprio perché paradigma delle nuove periferie romane, è stata assai raccontata, in modo a volte distorto, e in questa serie di articoli mi ero prefigurato di far emergere realtà meno note. Read More

Cronache dalla Roma di Fuori: Parco Leonardo

La Roma di Fuori è un non-luogo. Non esiste nelle mappe, non esiste nelle istituzioni. E’ una cintura irregolare che circonda la Capitale, oltre il Grande Raccordo Anulare, ai confini con i comuni limitrofi: ne fa parte, ma solo sulla carta, a volte neanche quella. Le chiamano “nuove periferie” e sembrano tutte uguali: un centro commerciale e tanti servizi promessi, mai mantenuti. Sono quartieri-dormitorio, meta dei trentenni single o delle giovani coppie che a Roma non possono permettersi di comprare in zone centrali. In questa serie di reportage le visiteremo una ad una.

Puntate precedenti

Bufalotta/Porta di Roma

In astronomia, le Pleiadi sono un gruppo di stelle mutuate dalla mitologia greca che, nell’era classica, i navigatori attendevano prima di mettersi in mare. Pleiadi è anche il nome del primo nucleo residenziale nato sotto l’egida del progetto Parco Leonardo. Una scelta che forse non è così casuale, dato che l’acqua è elemento decisivo nell’intera realizzazione di questo moderno quartiere. Il Tevere è letteralmente a due passi, poche decine di metri e la via Portuense che si snoda rettilinea verso il Lago Traiano e l’Isola Sacra. Qualche decennio fa questa lingua di terreno venne sottoposta a un’opera di completa bonifica per strapparla alle grinfie del fiume. Un intervento riuscito, non fosse che quando scende qualche acquazzone particolarmente forte, l’acqua torna a reclamare proprietà, allagando garage e locali. Read More

Cronache dalla Roma di Fuori: Bufalotta/Porta di Roma

La Roma di Fuori è un non-luogo. Non esiste nelle mappe, non esiste nelle istituzioni. E’ una cintura irregolare che circonda la Capitale, oltre il Grande Raccordo Anulare, ai confini con i comuni limitrofi: ne fa parte, ma solo sulla carta, a volte neanche quella. Le chiamano “nuove periferie” e sembrano tutte uguali: un centro commerciale e tanti servizi promessi, mai mantenuti. Sono quartieri-dormitorio, meta dei trentenni single o delle giovani coppie che a Roma non possono permettersi di comprare in zone centrali. In questa serie di reportage le visiteremo una ad una.

Chissà cos’avrebbe pensato il grande Carmelo Bene, a sapere che gli avrebbero dedicato una via nel Comune di Roma. Una figura così controversa, infine istituzionalizzata. Chissà cos’avrebbe pensato nel vedersi dedicare il viale principale del neo-quartiere Porta di Roma, un vasto appezzamento di terreno che unisce Casal Boccone e Fidene attraversando il Parco delle Sabine e costeggiando, parallelo, il Grande Raccordo Anulare. Read More

Non c’è più Blu a Bologna

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Negli ultimi giorni ha fatto molto parlare la vicenda di Blu, il noto street artist italiano che ha deciso di rimuovere dai muri di Bologna tutte le sue opere, coprendole di vernice grigia, in segno di protesta contro la mostra organizzata da una potente istituzione culturale, Genus Bononiae, sostenuta dalla fondazione bancaria Carisbo e presieduta dall’ex rettore Fabio Roversi Monaco. Una mostra che con l’obiettivo di preservare le opere di street art (negli anni passati oggetto di critica da parte del movimento artistico “tradizionale”) le sta staccando e musealizzando, spesso senza chiederne il consenso agli autori. Read More

Passo Carrabile

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Trovare parcheggio su via della Pisana è un’impresa, un colpo di fortuna. Il tratto urbano, quello che va da via di Bravetta fino al Ponte Pisano, quello che si frappone tra gli avvallamenti della Portuense e dell’Aurelia, quello che funge da sfogo di mille vicoli e villini ex-abusivi che vi si affacciano, è un vero calvario per chi ci abita e non ha la fortuna di avere un posto-auto condominiale.

Tutte le sere Giovanni rientra da lavoro e se ne lamenta. Mezzora per trovare un posto, dieci minuti di camminata per arrivare a casa. Le gambe le ha già affaticate, lui che di mestiere fa il vigile urbano e si divide tra le pedane da governatore del traffico nel Centro storico e lunghe passeggiate a far multe alle auto in doppia fila su via di Boccea, le vetture degli eterni affaccendati scesi un attimo per comprare una cosa. Read More