L’estraneo

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«Io sono estraneo: sono tutto e sono niente».

Fin da principio, il romanzo d’esordio di Tommaso Giagni ci proietta in una dicotomia irrisolvibile, quella tra la “Roma delle rovine” e la “Roma di Quaresima”. Sono due città diverse, non ben definite nella topologia ma assai caratterizzati nello stile di vita, due opposti che si completano ma non si toccano mai, e che obbligano a scegliere da quale parte stare. Read More

Pasolini, eroe borghese

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Quarant’anni fa, l’omicidio di Pier Paolo Pasolini irrompeva tra le pieghe ideologiche e nell’immaginario collettivo della società italiana, per non abbandonarlo più. Sul caso investigativo e giudiziario esiste ormai una bibliografia dedicata e decine di teorie che spaziano tra l’assassinio politico, il complotto ordito da gruppi di potere denunciati nell’ultima opera incompiuta (“Petrolio”), fino ad arrivare a condannati che ritrattano a distanza di decenni, gettando nuove luci, e altrettante ombre, su un delitto che ha scosso tanti ambienti. Read More

Suburra, la Roma che esiste ma non si vede

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I giornali hanno lanciato l’uscita del film Suburra, in questi giorni nelle sale cinematografiche, giocando su una presunta contrapposizione con “La Grande Bellezza” di Paolo Sorrentino. Aldilà dei titoli facili (e banali) dei media, l’unico paragone che può reggere tra le due pellicole è che entrambe tinteggiano una Roma invisibile, una città assai lontana da quella degli occhi dell’abitante medio, che proviamo a raccontare tra le pagine di questo blog. Read More

Metronovela romana

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Stefano Bartezzaghi, noto saggista ed enigmista, ha di recente pubblicato un nuovo libro, M: una metronovela, un divertente e divertito viaggio nella metropolitana di Milano, un modo per raccontare la città lombarda attraverso vizi e virtù dei suoi abitanti, condendoli con aneddoti personali e le consuete riflessioni linguistiche. All’interno di questo bel romanzo urbano è presente anche un omaggio a Roma, un capitolo dedicato alla linea A della metro capitolina. Questo post si occuperà invece dell’altra principale linea della Capitale, la B. Read More

La bellezza di Francesco Totti

©Claudio Bernardi/Lapresse Roma, 10 febbraio 2014 - Porta Metronia Realizzato il primo murales di un progetto dedicato a 4 miti delle giovani generazioni. Il volto di Francesco Totti dipinto sulla facciata della scuola media "Carlo Urbani", ex "Giovanni Pascoli", che Totti frequentava da piccolo. L'opera realizzata dall'artista di Street-Art, Lucamaleonte, uno dei più consciuti del suo genere. nella foto: il murales rappresentante Francesco Totti
©Claudio Bernardi/Lapresse
Roma, 10 febbraio 2014 – Porta Metronia
Realizzato il primo murales di un progetto dedicato a 4 miti delle giovani generazioni. Il volto di Francesco Totti dipinto sulla facciata della scuola media “Carlo Urbani”, ex “Giovanni Pascoli”, che Totti frequentava da piccolo. L’opera realizzata dall’artista di Street-Art, Lucamaleonte, uno dei più consciuti del suo genere.
nella foto: il murales rappresentante Francesco Totti

Non sono mai riuscita a capire se Lara sia veramente tifosa della Roma, eppure ricordo di averla vista entusiasta, e poi delusa, lungo i tanti laboriosi secondi posti in campionato della Magica negli ultimi tempi. Ricordo di averle sentito dire che sognava di scrivere un libro dal titolo La bellezza di Francesco Totti, una specie di saggio su come la sua faccia avesse dato diritto di cittadinanza a un certo tipo di avvenenza popolare, ma precisava che era un titolo furbo per attirare lettori e che avrebbe parlato anche di altri. Per una romanista vera l’ultima frase sarebbe stata una bestemmia, con me non rischiava nessuna fatwah. Quel proposito, come molti altri suoi, è rimasto a mezzo. Read More

Al Museo

Le domeniche dispari del mese, quando Marisa andava al paese a trovare i loro genitori al cimitero, erano i momenti peggiori per Alberto. Mamma e papà riposavano a Genazzano, il loro paese d’origine, e sua sorella coglieva l’occasione per passarci l’intero fine settimana. Avevano entrambi passato i sessantacinque anni, erano in pensione, la differenza tra loro era che Marisa si era sposata in tarda età con Erminio, l’ex-barista di via Taranto presso il quale aveva preso il caffè tutte le mattine, prima di andare a scuola. Read More

A sua insaputa

“Dov’eri domenica sera?”

La voce di Anna, al telefono, era tirata, talmente nervosa da uscire stridula. L’aveva accolto così, dopo averlo chiamato. Giorgio era rimasto interdetto. Iniziò a lisciarsi la barba, come quando rifletteva su problemi o impegni impellenti.

“Che intendi, Anna?”

Non poteva risponderle la verità, per almeno due motivi, che aveva dormito a casa di una donna, e soprattutto quella donna non era Anna. Read More

Mezzi Pubblici

A Roma sono pochi quelli che prendono i mezzi pubblici. Un po’ perché siamo figli del Novecento, quindi dell’automobile; un po’ perché mentre l’automobile ci aspetta sotto casa e ci porta sotto l’ufficio, attraversare la città con i mezzi pubblici è simile ai tragitti su mappa di Indiana Jones: spesso vengono segnalati dei dispersi a Colli Albani che devono arrivare a Labaro, e hanno smarrito il numero dei cambi di autobus che devono fare. Read More

Sull’autobus

A Roma, la vita sui mezzi pubblici funziona a orari, e a ogni fascia oraria corrispondono i propri passeggeri. Se l’autobus delle otto è quello degli impiegati, basta anticipare mezzora per trovarsi di fronte uno scenario assai più variegato e rumoroso. Ci sono tanti studenti del liceo che affollano gli spazi, quasi tutti a capo chino sui propri smartphone, a chattare e a giocare; ce ne sono due che si sfidano con le rispettive console PSP, potrebbero essere ovunque, e di questo viaggio verso scuola non resterà loro alcun ricordo, se non il risultato della partita. Ci sono le sacche rigonfie di vestiti dei senzatetto che hanno passato la notte dentro Villa Pamphili, c’è il vecchio e verace trasteverino che intrattiene un ragazzo con aneddoti e ricordi, e inizia ogni frase con “A Roma si dice che…”. Infine, c’è chi completa il sonno russando rumorosamente in un angolo e che, come per magia, si desterà proprio dieci secondi prima che la vettura arrivi alla sua fermata di destinazione.

Babilonia, Roma

Andavo a scuola a Viale Marconi e tutti i miei compagni abitavano lì. Nei pomeriggi di sabato o nelle rare giornate senza compiti il rettilineo del Fiume Rosso, come lo chiamavamo in confidenza, suggeriva solo due direzioni possibili: l’EUR quando si voleva prendere aria, il centro di Roma quando si volevano fare acquisti. Rita e io andavamo quasi sempre al centro, ma non è che facessimo tutti questi acquisti, ci piaceva e basta. C’erano le rovine in cui si entrava gratis, c’erano le chiese nere di smog per curiosare, c’erano finestre illuminate per immaginarsi come si poteva vivere, davanti al teatro Quirino o vicino a Fontana di Trevi. C’era il calare della sera che d’inverno ci sorprendeva fuori casa, in piedi dietro al finestrino di un autobus, stanche ma piene di vaghe aspettative. Come ve lo spiego? Al centro ci sentivamo come in una canzone di Claudio Baglioni, ispirate da impressioni e pensieri che sembravano esistere solo lì, mille e più tramonti dietro i fili del tram e tutto il resto. Read More