Il Capodanno del 2000

(Questo brano è tratto dal romanzo “Cronache Urbane”).

Il Capodanno del Duemila sarebbe stato memorabile. Se ne iniziò a parlare fin dall’estate, ci trovavamo in un campeggio sul litorale toscano, confusi tra un tormentone di Alexia, le nottate in spiaggia e i ripetuti tentativi di fare colpo su un gruppetto di ragazze milanesi. Eravamo giovani universitari che avevano già abbandonato l’adolescenza senza rendersene conto, come accade a chi non ha nulla a cui pensare. Erano gli anni Novanta, fucina del disimpegno, mentre il mondo cambiava sotto i nostri piedi. La discoteca come luogo-simbolo di una decade. Tanti ammiccamenti, presunti più che reali, e i patetici tentativi di arginare la fame con i miseri buffet freddi offerti con il biglietto d’ingresso.

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