Ufficio Notifiche

Le persone peggiori, che ti fanno salire il sangue al cervello, sono i conoscenti casuali, quelli che nonostante ti abbiano visto non più di un paio di volte, hanno sempre da esporti la loro opinione su qualsiasi argomento ti riguardi. Sono gli stessi che non possono fare a meno di rimarcare che in una città grande e caotica come Roma manchi la cultura dei mezzi pubblici. Sono gli stessi che, casualmente, vivono al centro ed arrivano al lavoro prendendo il tram sotto casa e facendosi massimo cinque fermate. Comodi i mezzi pubblici, vero? Read More

Domenica al Centro (Commerciale)

– Ragazzi, è arrivato vostro padre! Siete pronti??

Angela gridava, gridava sempre. Eppure il trilocale in cui viveva con i nostri figli non superava i sessanta metri quadrati. Le sue urla avevano accompagnato il crepuscolo del nostro matrimonio, e mi mettevano tuttora i brividi. La vedevo una volta ogni quindici giorni, non ero più abituato. Read More

L’accollo

– I biscotti sono finiti?
– Si, scusa…erano gli ultimi. – Checco non mi aveva nemmeno guardata in faccia, puntava gli occhi fuori dalla finestra, rimirando un panorama che non esisteva, ingabbiato in un cortile condominiale.
– Senti, ma hai usato di nuovo la mia tazza?
– Perdonami…sai, Chiara non ne ha una, prende soltanto il caffè a colazione.
Checco era in mutande, sdraiato sul divano che avevamo nella cucina comune. Era perfettamente a suo agio, come se fosse stato a casa sua. Ma quella, non era casa sua. Da qualche mese me lo ritrovavo tutte le mattine li. Era il mio accollo, Checco. A Roma si dice così, quando qualcuno estremizza i vincoli di un rapporto, e ti si appiccica addosso togliendoti anche il respiro.

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Fuori porta

Sulla mappa di Roma c’è una specie di triangolo con un vertice acuto puntato sull’inferno di Piazzale Numa Pompilio, tra le catacombe e l’EUR, che conserva ancora a nord-ovest una sacca di spazi vuoti, sempre più ridotta e assediata. Io non sono nata lì, ma è il primo posto che ricordo bene. C’erano pecore, campi di grano, casali diroccati. Ignoravamo che gli altri bambini non vivevano in mezzo a a queste cose. Continuavamo nonostante i rimproveri dei grandi a inghiottire polvere succhiando il didietro dei fiori, per il piacere di quella minuscola goccia di nettare. A pensarci bene, questo potrebbe spiegare molte cose.  L’orizzonte veniva eroso dai palazzi anno dopo anno, alimentando fantasie di decadenza inarrestabile del mondo. Read More