#vitadabus

(Questi sketch sono stati interpretati da Simone Castano e Valentina D’Andrea all’ultimo Roma Fringe Festival. Riportiamo il testo integrale ed una ripresa della performance.)

A Roma, la vita sui mezzi pubblici e’ un mondo a se. Come in ogni mondo, nella #vitadabus esistono delle regole che vanno rispettate:

Passeggera: “Scusi…”

Autista: “Signora, non sa leggere? Non si parla al conducente…”

Passeggera: “Mi dispiace, ma io dovrei andare a via Andrea Doria…”

Autista: “Deve scendere a Piazzale degli eroi, tra cinque fermate…”

Passeggera: “Ah…ma parla proprio di questa via?”

Autista: “No, parlo del camposanto se non mi toglie questa mappa da davanti agli occhi…”

La #vitadabus implica anche interagire con nuove persone, magari fare nuove conoscenze:

Uomo: “Ma guardi, lei ha una borsa con le coccinelle!”

Donna: “Eh si, le piacciono?”

Uomo: “Insetti del cazzo…”

La #vitadabus ha la sua matematica…e la sua geografia:

Uomo: “Scusi, per andare a Termini?”

Donna: “Prenda il 910.”

Uomo: “Ma…non c’è ancora.”

Donna: “E allora provi con il 911. Cambia solo un numero, andrà lì vicino…”

La #vitadabus può essere teatro di momenti di approfondimento culturale:

Ragazzina: “Papà, quel signore ha detto che spostarsi sui mezzi e’ un’esperienza alienante…che vuol dire?

Che ti isoli?”

Papà: “Certo, deriva da Alien, il film. Te lo ricordi, bella di papà?”

Nella #vitadabus ognuno si costruisce le proprie teorie e riflessioni:

Signora: “Sono dieci minuti che non ci muoviamo da qui!”

Autista: “Che le posso fare? Guardi che traffico…”

Signora: “Ma da cosa può dipendere?”

Autista: “Direi che si tratta di un mix di lavori pubblici e teste di cazzo…”

La #vitadabus può essere luogo di momenti di gentilezza DISINTERESSATA:

Ragazza: “Prego, si sieda pure…”

Uomo: “La ringrazio, signorina, ma non sono così anziano da non poter stare qualche minuto in piedi…”

Ragazza: “Non faccia i complimenti…la vedo così SUDATO…immagino che debba essere stancante tenere

quel braccio ALZATO per sostenersi…”

Nella #vitadabus non esistono differenze sociali:

Uomo: “Vedi, io ho studiato in un’università privata, mica come quelli della pubblica.”

Donna: “Ah, interessante…e dov’è che vai?”

Uomo: “Vado all’EUR.”

Donna: “Non con quest’autobus…”

Uomo: “Cioè?”

Donna: ““Questo va a Boccea…alla pubblica ci hanno insegnato a distinguerli…”

Sembra incredibile a dirsi, ma nella #vitadabus c’è chi esige rispetto della privacy:

Uomo: “Mi scusi…”

Donna: “Sì?”

Uomo: “Si può spostare di qualche metro?”

Donna: “E perchè, di grazia?”

Uomo: “Vede, dovrei fare una telefonata privata…”

Sì, perchè la #vitadabus e’ soprattutto un incessante susseguirsi di telefonate, a voce alta. E quando le

telefonate riguardano i rapporti di coppia, le cose possono complicarsi:

Lui: “Buongiorno…finalmente!”

Lei: “Buongiorno…finalmente cosa?”

Lui: “Niente…eri praticamente sparita…”

Lei: “Sparita…dodici ore non sono sufficienti per una scomparsa…non sono sufficienti neanche per farti

presentare una denuncia al commissariato.”

Lui: “Simpatica…almeno ti sei divertita?”

Lei: “Solita uscita, solite amiche.”

Lui: “Le solite?”

Lei: “Sì, Silvia, Loredana, le conosci.”

Lui: “E dove siete andate?”

Lei: “A mangiare greco.”

Lui: “Uhm, e tutta la sera non hai MAI guardato il telefono?”

Lei: “Mah, si. Ho visto che chiamavi, ma ero con le mie amiche e non ti ho risposto.”

Lui: “ah, quindi hai visto. E se fosse stato importante?”

Lei: “non so…lo era?”

Lui: “si… …. …. Volevo sapere come stavi. Per me é importante sapere come stai.”

Lei: “ah, certo. Ma ci eravamo sentiti poco prima che uscissi…sapevi già come stavo.”

Lui “beh, la vita è piena di imprevisti. Dovresti saperlo?”

Lei: “Perchè DOVREI?”

Lui: “Mi hai detto che siete andate al ristorante greco. Ma le foto su cui ti hanno taggata su Facebook

sembrano di un locale notturno…”

Lei: “Sì, certo. Dopo il greco siamo andate in un discopub…”

Lui: “E non pensavi di dirmelo?”

Lei: “Te l’avrei detto, ma abbiamo iniziato a parlare dell’importanza di come sto…”

Lui: “Chi sono quei due palestrati che compaiono nelle foto?”

Lei: “Ah…Carlo e Antonio, due amici di Silvia. Li abbiamo incontrati per caso al locale.”

Lui: “Per caso?”

Lei: “Questa conversazione sta diventando noiosa…sì, per caso. E comunque si sono strusciati tutta la sera

a Silvia e Loredana.”

Lui: “Sarà, ma in questa foto ti si sono appiccicati bene…”

Lei: “Oddio, non posso crederci…questa tua gelosia rovina sempre tutto!”

Lui: “Io non sono geloso!”

Lei: “Ah no!”

Lui: “No! Esigo solo rispetto!”

Lei: “Ah. il rispetto! E io non ne ho diritto? Non ho diritto di uscire una sera con delle amiche, alcune delle

quali anche single e che hanno tutto il diritto di flirtare con degli aitanti amici incontrati per caso?”

Lui: “E’ che io, quando non ti vedo…”

Lei: “Senti, non ho tempo ora…sto per scendere dall’autobus…”

Lui: “Ah…anch’io, in effetti…devo chiudere…”

Perchè nella #vitadabus ci incontriamo…tutti.

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