Intermezzi urbani – Settembre

Dal dentista

“Dottore, quanto le devo?”

“Tremila euro.”

“Con o senza fattura?”

“Che fa, me lo chiede lei, ora?”

“Dopo tanti anni, mi sono abituato.”

“Io no, invece. Me li porti in contanti, mi raccomando.”

Ricevimento insegnanti

“Suo figlio ha grosse difficoltà di comprensione dei testi scritti.”

“Eppure a me sembra così intelligente!”

“Dovreste spingerlo ad esercitarsi nella lettura.”

“Glielo ripeto spesso, sa? Comunque la sera ci confrontiamo molto.”

“Veramente? Bene. Su che temi?”

“No, niente temi. Giochiamo a calcio sulla Playstation.”

Festa privata

“Hai visto come si è vestita Carla?”

“Non è male quella gonna…secondo me le dona. Il problema con Carla è un altro.”

“Cioè?”

“E’ molto schietta e indiscreta.”

“Non mi sembra qualcosa di irrecuperabile…”

“Dipende, l’altra volta mi ha detto che secondo te non posso permettermi i vestiti corti.”

Appuntamenti

“Che bravo, sei venuto a piedi?”

“No, ho preso l’autobus.”

“Come t’invidio! Io non riuscirei mai a separarmi dalla mia auto!”

“Io sono stato costretto. Ho preso una buca.”

“E quindi? Non potevi cambiare la gomma?”

“No, l’auto è ancora dentro. La buca.”

Al pub

“Scusi, possiamo sederci al tavolo?”

“Sono soltanto la cameriera, parli con il gestore.”

“Mi ha detto che potevamo accomodarci.”

“Perfetto, allora. Prego.”

“Senta, possiamo già ordinare?”

“No, le ordinazioni si fanno al bancone.”

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