L’estraneo

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«Io sono estraneo: sono tutto e sono niente».

Fin da principio, il romanzo d’esordio di Tommaso Giagni ci proietta in una dicotomia irrisolvibile, quella tra la “Roma delle rovine” e la “Roma di Quaresima”. Sono due città diverse, non ben definite nella topologia ma assai caratterizzati nello stile di vita, due opposti che si completano ma non si toccano mai, e che obbligano a scegliere da quale parte stare. Read More

Pasolini, eroe borghese

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Quarant’anni fa, l’omicidio di Pier Paolo Pasolini irrompeva tra le pieghe ideologiche e nell’immaginario collettivo della società italiana, per non abbandonarlo più. Sul caso investigativo e giudiziario esiste ormai una bibliografia dedicata e decine di teorie che spaziano tra l’assassinio politico, il complotto ordito da gruppi di potere denunciati nell’ultima opera incompiuta (“Petrolio”), fino ad arrivare a condannati che ritrattano a distanza di decenni, gettando nuove luci, e altrettante ombre, su un delitto che ha scosso tanti ambienti. Read More

Suburra, la Roma che esiste ma non si vede

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I giornali hanno lanciato l’uscita del film Suburra, in questi giorni nelle sale cinematografiche, giocando su una presunta contrapposizione con “La Grande Bellezza” di Paolo Sorrentino. Aldilà dei titoli facili (e banali) dei media, l’unico paragone che può reggere tra le due pellicole è che entrambe tinteggiano una Roma invisibile, una città assai lontana da quella degli occhi dell’abitante medio, che proviamo a raccontare tra le pagine di questo blog. Read More

Metronovela romana

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Stefano Bartezzaghi, noto saggista ed enigmista, ha di recente pubblicato un nuovo libro, M: una metronovela, un divertente e divertito viaggio nella metropolitana di Milano, un modo per raccontare la città lombarda attraverso vizi e virtù dei suoi abitanti, condendoli con aneddoti personali e le consuete riflessioni linguistiche. All’interno di questo bel romanzo urbano è presente anche un omaggio a Roma, un capitolo dedicato alla linea A della metro capitolina. Questo post si occuperà invece dell’altra principale linea della Capitale, la B. Read More

Al Museo

Le domeniche dispari del mese, quando Marisa andava al paese a trovare i loro genitori al cimitero, erano i momenti peggiori per Alberto. Mamma e papà riposavano a Genazzano, il loro paese d’origine, e sua sorella coglieva l’occasione per passarci l’intero fine settimana. Avevano entrambi passato i sessantacinque anni, erano in pensione, la differenza tra loro era che Marisa si era sposata in tarda età con Erminio, l’ex-barista di via Taranto presso il quale aveva preso il caffè tutte le mattine, prima di andare a scuola. Read More

A sua insaputa

“Dov’eri domenica sera?”

La voce di Anna, al telefono, era tirata, talmente nervosa da uscire stridula. L’aveva accolto così, dopo averlo chiamato. Giorgio era rimasto interdetto. Iniziò a lisciarsi la barba, come quando rifletteva su problemi o impegni impellenti.

“Che intendi, Anna?”

Non poteva risponderle la verità, per almeno due motivi, che aveva dormito a casa di una donna, e soprattutto quella donna non era Anna. Read More

Mezzi Pubblici

A Roma sono pochi quelli che prendono i mezzi pubblici. Un po’ perché siamo figli del Novecento, quindi dell’automobile; un po’ perché mentre l’automobile ci aspetta sotto casa e ci porta sotto l’ufficio, attraversare la città con i mezzi pubblici è simile ai tragitti su mappa di Indiana Jones: spesso vengono segnalati dei dispersi a Colli Albani che devono arrivare a Labaro, e hanno smarrito il numero dei cambi di autobus che devono fare. Read More

Sull’autobus

A Roma, la vita sui mezzi pubblici funziona a orari, e a ogni fascia oraria corrispondono i propri passeggeri. Se l’autobus delle otto è quello degli impiegati, basta anticipare mezzora per trovarsi di fronte uno scenario assai più variegato e rumoroso. Ci sono tanti studenti del liceo che affollano gli spazi, quasi tutti a capo chino sui propri smartphone, a chattare e a giocare; ce ne sono due che si sfidano con le rispettive console PSP, potrebbero essere ovunque, e di questo viaggio verso scuola non resterà loro alcun ricordo, se non il risultato della partita. Ci sono le sacche rigonfie di vestiti dei senzatetto che hanno passato la notte dentro Villa Pamphili, c’è il vecchio e verace trasteverino che intrattiene un ragazzo con aneddoti e ricordi, e inizia ogni frase con “A Roma si dice che…”. Infine, c’è chi completa il sonno russando rumorosamente in un angolo e che, come per magia, si desterà proprio dieci secondi prima che la vettura arrivi alla sua fermata di destinazione.

In trasferta

Gloria dormiva ancora nella sua camera. Mattia l’aveva tenuta sveglia fin dopo la mezzanotte, con i suoi dolorini, poi era crollato. Anche se non dormiva con loro, Pietro aveva sentito i lamenti e il vociare attraverso i muri. Pur trovandosi in un convento, l’edificio era di recente fattura, e le pareti divisorie tutt’altro che insonorizzate.

Erano le sei di mattina, e l’alba tardava ad arrivare, sulla Valle dei Casali. Era quel periodo dell’anno, fine settembre, in cui l’estate era ormai finita ma mancava ancora un mese all’adozione dell’ora solare. Pietro indossò in fretta la canotta, i pantaloncini e le scarpe da corsa, e uscì dalla sua stanza. Qualche sorella percorreva già i lunghi corridoi, tornando dalla colazione o dalla preghiera. Lui le guardava con un sorriso riverente, loro con la bonaria comprensione di chi aveva imparato a conoscere le sue abitudini. Read More

Le case di Pasolini

La stanza si stava oscurando, presto avremmo dovuto accendere la luce. Il dì lavorativo canonico era agli sgoccioli, e dovevamo colloquiare ancora sei persone. Ferretti sbuffava, infastidito.

– Non possiamo proseguire domani? Sono quasi le sei!

Gli risposi che no, non potevamo. Domani avremmo dovuto lavorare alla relazione da presentare al cliente, il cuore della nostra consulenza, e non potevamo prenderla alla leggera. Avevamo bisogno di una giornata intera per dare le indicazioni richieste.

Ferretti si alzò scocciato e andò a chiamare il prossimo. Io stavo già esaminando il CV e la sua storia nell’azienda, il settore d’assegnazione e le mansioni svolte dall’assunzione. Avvertii la novella presenza in stanza quando l’esaminato si sedette davanti a me, ed alzai gli occhi. Gli strinsi la mano ma non mi uscì nulla dalla bocca. Read More