A Roma, la vita sui mezzi pubblici funziona a orari, e a ogni fascia oraria corrispondono i propri passeggeri. Se l’autobus delle otto è quello degli impiegati, basta anticipare mezzora per trovarsi di fronte uno scenario assai più variegato e rumoroso. Ci sono tanti studenti del liceo che affollano gli spazi, quasi tutti a capo chino sui propri smartphone, a chattare e a giocare; ce ne sono due che si sfidano con le rispettive console PSP, potrebbero essere ovunque, e di questo viaggio verso scuola non resterà loro alcun ricordo, se non il risultato della partita. Ci sono le sacche rigonfie di vestiti dei senzatetto che hanno passato la notte dentro Villa Pamphili, c’è il vecchio e verace trasteverino che intrattiene un ragazzo con aneddoti e ricordi, e inizia ogni frase con “A Roma si dice che…”. Infine, c’è chi completa il sonno russando rumorosamente in un angolo e che, come per magia, si desterà proprio dieci secondi prima che la vettura arrivi alla sua fermata di destinazione.
Categoria: Intermezzi
Intermezzi urbani – Settembre
Dal dentista
“Dottore, quanto le devo?”
“Tremila euro.”
“Con o senza fattura?”
“Che fa, me lo chiede lei, ora?”
“Dopo tanti anni, mi sono abituato.”
“Io no, invece. Me li porti in contanti, mi raccomando.”
Ricevimento insegnanti
“Suo figlio ha grosse difficoltà di comprensione dei testi scritti.”
“Eppure a me sembra così intelligente!”
“Dovreste spingerlo ad esercitarsi nella lettura.”
“Glielo ripeto spesso, sa? Comunque la sera ci confrontiamo molto.”
“Veramente? Bene. Su che temi?”
“No, niente temi. Giochiamo a calcio sulla Playstation.”
Festa privata
“Hai visto come si è vestita Carla?”
“Non è male quella gonna…secondo me le dona. Il problema con Carla è un altro.”
“Cioè?”
“E’ molto schietta e indiscreta.”
“Non mi sembra qualcosa di irrecuperabile…”
“Dipende, l’altra volta mi ha detto che secondo te non posso permettermi i vestiti corti.”
Appuntamenti
“Che bravo, sei venuto a piedi?”
“No, ho preso l’autobus.”
“Come t’invidio! Io non riuscirei mai a separarmi dalla mia auto!”
“Io sono stato costretto. Ho preso una buca.”
“E quindi? Non potevi cambiare la gomma?”
“No, l’auto è ancora dentro. La buca.”
Al pub
“Scusi, possiamo sederci al tavolo?”
“Sono soltanto la cameriera, parli con il gestore.”
“Mi ha detto che potevamo accomodarci.”
“Perfetto, allora. Prego.”
“Senta, possiamo già ordinare?”
“No, le ordinazioni si fanno al bancone.”
Vita condominiale
(Questo sketch è stato portato su palcoscenico all’ultima edizione del Roma Fringe Festival)
Per chi ci crede, Dio ci ha creati tutti fratelli, ma la città ci ha resi condomini. E nella #vitacondominiale,
certe cose vanno oltre il rapporto di fratellanza…
C1: Come sta la mamma? E’ qualche giorno che il lavoro non mi da attimo di respiro, e non sono più riuscita
ad andare a trovarla…
C2: Sta bene, sta bene…e con il cane come va?
C1: Oh, Spike è proprio un amore…lo sai che ha già imparato a portarmi le pantofole?
C2: Eh, ma tu non hai ancora imparato a tagliargli le unghie…tutte le sere sento questo ticchettio sopra la
testa, quando ceniamo!
C1: Ma come…come…me lo hai regalato proprio tu!
C2: Certo! Dovevo anche regalarti le tronchesine?
Sì, perché nella #vitacondominiale raramente abbiamo la possibilità di sceglierci le persone che ci abitano
accanto…
C1: Buonasera! Come va?
C2: Buonasera, buonasera…scusi, ma sono un po’ indaffarata…non ho proprio tempo per chiacchierare sul
balcone…
C1: E che sarà mai…oggi neanche siamo andati a lavorare!
C2: Guardi, non so lei…ma il mio lavoro si fa anche da casa, e oggi, giustappunto, dovevo lavorare tutto il
pomeriggio…
C1: Ma davvero! E non ha ancora finito? Ormai è quasi ora di cena…dica un po’…ci siamo mica distratte?
Io la capisco, eh…la capisco sul serio…deve essere difficile essere produttive, con tutte le distrazioni che
abbiamo in casa…
C2: No, non ci siamo proprio capite…la mia unica distrazione non risiede nella MIA casa…
C1: Ah no? E dove? Comunque sa, non è bello questo atteggiamento che ha…glielo dico in amicizia, eh…Mi
sembra come se lei viva male un po’ tutto…si rilassi! Guardi me, oggi avevo un giorno di ferie, non ho fatto
altro che poltrire, poi nel pomeriggio ho chiamato un’amica, ci siamo fatte le cerette, ci siamo truccate, il
tutto ascoltando del sano rock anni 90 a pieno volume…ci siamo capite, no?
C2: Sì, sì…adesso ci siamo CAPITE.
La #vitacondominiale spesso si riduce ad un problema di proposte e di rifiuti:
C1: Scusi, ma che fa?
C2: Eh, getto l’organico…
C1: Lo vedo, ma lo sta gettando davanti casa mia!
C2: E non va bene?
C1: Direi proprio di no!
C2: Beh, ma basta che facciate pace col vostro cervello! L’altro giorno mi aveva detto che se avevo problemi
con l’immondizia, potevo rivolgermi a lei!
Nella #vitacondominiale l’uguaglianza può essere un problema:
C1: Scusa, ma tu quanto paghi di acqua, al mese?
C2: Cinquanta euro, perché?
C1: Perché è quanto pago anch’io!
C2: E quindi?
C1: Me lo chiedi pure? Io ho un monolocale, tu un trilocale con un giardino di sessanta metri quadri!
C2: Non è che bevi troppo?
Nondimeno, la #vitacondiminiale può regalare delle soddisfazioni indelebili:
C1: Oggi ti vedo proprio raggiante!
C2: Puoi dirlo forte…ieri sera ho ottenuto la maggioranza!
C1: Maggioranza…ma…di cosa?
C2: Dell’assemblea di condominio, ovvio! Sono riuscita a far sostituire l’amministratore, finalmente!
C1: Ah…come mai, non era bravo?
C2: Questo non lo so, ma era l’amante di quella smorfiosa della Patty…dovresti vedere la faccia di lei dopo
la votazione…che goduria!
Dio ci ha raccomandato di amare il prossimo come noi stessi…ma il prossimo era anche il nostro vicino?
httpv://www.youtube.com/watch?v=1vc3kCmDH0I
Vita Immobiliare
(Questi sketch sono stati interpretati da Diego Migeni e Maria Antonia Fama all’ultimo Roma Fringe Festival. Riportiamo il testo integrale ed una ripresa della performance.)
A Roma la #vitaimmobiliare non è affatto semplice.
Innanzitutto perché ogni romano che si rispetti vuole vivere nel suo quadrante, nel suo quartiere preferito:
Cliente: Scusate, sto cercando una casa in affitto.
Agente: Bene, che zona le interessa?
C: Direi Tuscolana.
A: Facile dire Tuscolana…Cinecittà, Colli Albani?
C: Ha ragione, meglio specificare: le sembro una tipa da Cinecittà? O magari da Torrespaccata? Io voglio una casa al Quadraro. Poco Centocelle e molto Via degli Angeli. Lo sa che il Quadraro sarà il nuovo Pigneto? Con più hipster e meno spacciatori.
Nella #vitaimmobiliare bisogna sapere leggere tra le righe degli annunci:
“Delizioso appartamentino in palazzina d’epoca, luminoso, con affaccio da piano terra, da ripulire.” Traduzione: è un buco di casa in un edificio decadente, seminterrata e va ristrutturata da capo a piedi.
“Attico panoramico, situato in quartiere in via d’espansione”
Diffidate sempre, quando vi parlano di “via d’espansione”! L’unica via la percorrerete, tutti i giorni, per andare a lavoro. Sarà lunga e trafficata, e non scordatevi mai nulla, perché anche per un litro di latte, dovrete prendere l’automobile.
Lo ribadiamo, nella #vitaimmobiliare, il vocabolario è tutto:
- Box o posto auto: comodo, vero? Peccato che te lo diano sempre e soltanto nelle zone in cui il parcheggio non è un problema.
- Mansardina: appartamento dove sbatti la testa…anche al bagno…mentre fai la pipì…come noi donne!
- Nuova costruzione: (bisbigliando) edificio dove le pareti sono talmente vuote che riesci a sentire ogni singolo passo del tuo vicino di casa. (“Si sente uguale…”).
- Loft: è un ex-magazzino da fighetti, quindi umido e buio, con travi e tubi a vista, ma MOLTO radical-chic.
- Open Space: è una stanza “tutto in uno”, l’unico vano dell’appartamento. Ci mangi, ci dormi, ci guardi la TV…l’ideale per far finire in fretta le convivenze.
Nella #vitaimmobiliare, ad ogni modo, non tutti hanno le idee chiare:
Cliente. Vorrei tanto abitare in una casa col terrazzo.
Agente. Al momento non ne ho nessuna. Le potrebbe interessare un piano terra con giardino?
C: Potrebbe. È un bilocale?
A: No, è un monolocale con divano letto. Le potrebbe interessare?
C: Potrebbe. È esposto a Sud?
A: No, è esposto a Nord-Ovest. Le potrebbe interessare?
C: Potrebbe. Si può visitare questo sabato?
A: No, è disponibile soltanto di lunedì. Le potrebbe interessare?
C: Potrebbe.
La #vitaimmobiliare è fatta di calce e mattoni ma, spesso, anche di carta:
A: Allora, che ha deciso? Ce lo compriamo questo bel villino nel verde? Mi dà cinquemila euro d’anticipo e tra un anno e mezzo l’immobile è pronto!
C: Non so, ho dei dubbi…
A: Che dubbi può avere? Ha visto la brochure? Ha visto che materiali di primissima qualità? Ha visto che design moderno?
C: Sì, sì…non è quello…è la zona…
A: Cos’ha la zona che non va? C’è la campagna, la natura, ci sarà un ENORME Centro Commerciale a due passi da casa sua…
C: Ma qui non è dove devono costruire lo stadio della Roma?
A: Eh…sì.
C: Beh, io sò della Lazio…
Nella #vitaimmobiliare si aggirano questi personaggi mitologici. Li chiamano agenti, li puoi riconoscere perché anche a luglio, di sabato pomeriggio e sotto un sole cocente, loro ti verranno incontro indossando giacca e cravatta oppure un bel tailleur.
Un agente immobiliare non si perde mai d’animo:
A: Stava cercando casa?
C: Sì, magari…E chi ha i soldi per comprarsene una…e poi il mutuo…
A: Magari un bell’affitto, allora…
C: No, guardi…con questa crisi, non è proprio aria…
A: Un sub-affitto? Abbiamo anche stanze singole, eh…ragazzi giovani, prezzi contenuti…
C: No, condividere casa con degli studenti…non è il caso…sempre festini, ore piccole, confusione…
A: Senta, e se le proponessi una nuda proprietà?
C: A me la casa servirebbe subito.
A: Beh, può trovare un accordo…ho una signora anziana di novant’anni che sta vendendo in zona Prati…potrebbe iniziare a vivere con lei…
C: Vivere con la vecchia???
A: Bello mio, lei mi fa troppo lo schizzinoso…lo sa quanto costa un cento metri quadri a Prati? E’ una donna molto sola, i parenti non la vanno mai a trovare… Lei ci va a vivere, ci socializza…e poi chissà…magari ci scappa un’eredità…
Un agente immobiliare non si pesta i piedi con gli altri colleghi:
C: Lo sa che ho già visto l’annuncio di questa casa con un’altra agenzia, e ad un prezzo più basso?
A: Signora, è impossibile. Noi abbiamo l’esclusiva.
C: Guardi, ho trovato le foto sul sito internet. E’ la stessa casa!
A: Sì, in effetti…sembra proprio la stessa. Ma noi trattiamo soltanto immobili in esclusiva, glielo assicuro. E ci rivarremo sul proprietario, se proverà a vendere con altro intermediario.
C: Sarà, ma io non sono il proprietario, la casa m’interessa, e la voglio pagare il meno possibile.
A: E se le dicessi che le posso far abbassare ulteriormente il prezzo, e scontarle la mia provvigione? Che rimanga tra noi, però…
Un agente immobiliare è maestro di dissimulazione:
C: Scusi, ma cos’è quella macchia sul soffitto?
A: Niente di che.
C: E’ sicuro? A me sembra una perdita dal piano di sopra…
A: No, è che la casa è stata chiusa per molti mesi. Con un’imbiancata sarà come nuova…
C: Se lo dice lei…Scusiiii…ma questa che stanza è?
A: Beh, è la camera da letto.
C: Ma non c’è una finestra!
A: Stia tranquilla…c’è già un piano per crearla. Ho le carte del progetto in agenzia.
C: Si può aprire una parete esterna così su due piedi??
A: Certo, noi siamo dei professionisti, e la seguiremo fino a quando non sarà dentro casa.
Un agente immobiliare è un professionista che sa essere ossessivo come uno stalker oppure sfuggente come un amante sul balcone di tua moglie. E il cambiamento avviene sempre in un preciso istante…
A: Pronto? Signor Rossi, buongiorno…lo sa, ho appena versato il suo assegno!
C: Ah…e allora me lo dovrà rimborsare!
A: Ma che dice?
C: La ditta costruttrice…
A: Sì?
C: …è fallita!
A: Ma no…
C: L’ho letto sul giornale…stamani.
A: …non mi dica.
C: Tutti i beni confiscati e posti sotto sequestro. Macchinari e terreni.
A: …lo giuri!
C: Sa questo cosa vuol dire?
A: M’illumini.
C: Vuol dire che il centro residenziale che ho prenotato tramite voi, non verrà MAI costruito!
A: Che disdetta.
C: Mi prende in giro?
A: No, per carità. Cosa posso fare per lei?
C: Come…deve restituirmi i soldi della provvigione!
A: E perché? Io ho svolto il mio lavoro.
C: Lavoro, che lavoro? Io non avrò mai la mia casa!
A: Il mio lavoro d’intermediario. Se il costruttore non è in grado di rispettare i termini dell’accordo, se la deve vedere con lui!
C: Ah! Oltre al danno…
A: …sì, pure la beffa.
C: Le farò causa!
A: Faccia, faccia pure. Aspetterò notizie dal suo avvocato!
Nella #vitaimmobiliare, non importa che tu sia agente o che tu sia un cliente…inizia a preoccuparti.
httpv://youtu.be/qWRTSozswIw
#vitadabus
(Questi sketch sono stati interpretati da Simone Castano e Valentina D’Andrea all’ultimo Roma Fringe Festival. Riportiamo il testo integrale ed una ripresa della performance.)
A Roma, la vita sui mezzi pubblici e’ un mondo a se. Come in ogni mondo, nella #vitadabus esistono delle regole che vanno rispettate:
Passeggera: “Scusi…”
Autista: “Signora, non sa leggere? Non si parla al conducente…”
Passeggera: “Mi dispiace, ma io dovrei andare a via Andrea Doria…”
Autista: “Deve scendere a Piazzale degli eroi, tra cinque fermate…”
Passeggera: “Ah…ma parla proprio di questa via?”
Autista: “No, parlo del camposanto se non mi toglie questa mappa da davanti agli occhi…”
La #vitadabus implica anche interagire con nuove persone, magari fare nuove conoscenze:
Uomo: “Ma guardi, lei ha una borsa con le coccinelle!”
Donna: “Eh si, le piacciono?”
Uomo: “Insetti del cazzo…”
La #vitadabus ha la sua matematica…e la sua geografia:
Uomo: “Scusi, per andare a Termini?”
Donna: “Prenda il 910.”
Uomo: “Ma…non c’è ancora.”
Donna: “E allora provi con il 911. Cambia solo un numero, andrà lì vicino…”
La #vitadabus può essere teatro di momenti di approfondimento culturale:
Ragazzina: “Papà, quel signore ha detto che spostarsi sui mezzi e’ un’esperienza alienante…che vuol dire?
Che ti isoli?”
Papà: “Certo, deriva da Alien, il film. Te lo ricordi, bella di papà?”
Nella #vitadabus ognuno si costruisce le proprie teorie e riflessioni:
Signora: “Sono dieci minuti che non ci muoviamo da qui!”
Autista: “Che le posso fare? Guardi che traffico…”
Signora: “Ma da cosa può dipendere?”
Autista: “Direi che si tratta di un mix di lavori pubblici e teste di cazzo…”
La #vitadabus può essere luogo di momenti di gentilezza DISINTERESSATA:
Ragazza: “Prego, si sieda pure…”
Uomo: “La ringrazio, signorina, ma non sono così anziano da non poter stare qualche minuto in piedi…”
Ragazza: “Non faccia i complimenti…la vedo così SUDATO…immagino che debba essere stancante tenere
quel braccio ALZATO per sostenersi…”
Nella #vitadabus non esistono differenze sociali:
Uomo: “Vedi, io ho studiato in un’università privata, mica come quelli della pubblica.”
Donna: “Ah, interessante…e dov’è che vai?”
Uomo: “Vado all’EUR.”
Donna: “Non con quest’autobus…”
Uomo: “Cioè?”
Donna: ““Questo va a Boccea…alla pubblica ci hanno insegnato a distinguerli…”
Sembra incredibile a dirsi, ma nella #vitadabus c’è chi esige rispetto della privacy:
Uomo: “Mi scusi…”
Donna: “Sì?”
Uomo: “Si può spostare di qualche metro?”
Donna: “E perchè, di grazia?”
Uomo: “Vede, dovrei fare una telefonata privata…”
Sì, perchè la #vitadabus e’ soprattutto un incessante susseguirsi di telefonate, a voce alta. E quando le
telefonate riguardano i rapporti di coppia, le cose possono complicarsi:
Lui: “Buongiorno…finalmente!”
Lei: “Buongiorno…finalmente cosa?”
Lui: “Niente…eri praticamente sparita…”
Lei: “Sparita…dodici ore non sono sufficienti per una scomparsa…non sono sufficienti neanche per farti
presentare una denuncia al commissariato.”
Lui: “Simpatica…almeno ti sei divertita?”
Lei: “Solita uscita, solite amiche.”
Lui: “Le solite?”
Lei: “Sì, Silvia, Loredana, le conosci.”
Lui: “E dove siete andate?”
Lei: “A mangiare greco.”
Lui: “Uhm, e tutta la sera non hai MAI guardato il telefono?”
Lei: “Mah, si. Ho visto che chiamavi, ma ero con le mie amiche e non ti ho risposto.”
Lui: “ah, quindi hai visto. E se fosse stato importante?”
Lei: “non so…lo era?”
Lui: “si… …. …. Volevo sapere come stavi. Per me é importante sapere come stai.”
Lei: “ah, certo. Ma ci eravamo sentiti poco prima che uscissi…sapevi già come stavo.”
Lui “beh, la vita è piena di imprevisti. Dovresti saperlo?”
Lei: “Perchè DOVREI?”
Lui: “Mi hai detto che siete andate al ristorante greco. Ma le foto su cui ti hanno taggata su Facebook
sembrano di un locale notturno…”
Lei: “Sì, certo. Dopo il greco siamo andate in un discopub…”
Lui: “E non pensavi di dirmelo?”
Lei: “Te l’avrei detto, ma abbiamo iniziato a parlare dell’importanza di come sto…”
Lui: “Chi sono quei due palestrati che compaiono nelle foto?”
Lei: “Ah…Carlo e Antonio, due amici di Silvia. Li abbiamo incontrati per caso al locale.”
Lui: “Per caso?”
Lei: “Questa conversazione sta diventando noiosa…sì, per caso. E comunque si sono strusciati tutta la sera
a Silvia e Loredana.”
Lui: “Sarà, ma in questa foto ti si sono appiccicati bene…”
Lei: “Oddio, non posso crederci…questa tua gelosia rovina sempre tutto!”
Lui: “Io non sono geloso!”
Lei: “Ah no!”
Lui: “No! Esigo solo rispetto!”
Lei: “Ah. il rispetto! E io non ne ho diritto? Non ho diritto di uscire una sera con delle amiche, alcune delle
quali anche single e che hanno tutto il diritto di flirtare con degli aitanti amici incontrati per caso?”
Lui: “E’ che io, quando non ti vedo…”
Lei: “Senti, non ho tempo ora…sto per scendere dall’autobus…”
Lui: “Ah…anch’io, in effetti…devo chiudere…”
Perchè nella #vitadabus ci incontriamo…tutti.
httpv://www.youtube.com/watch?v=0x76Rn_VpHA
Intermezzi urbani – Parte Prima
Al bar
“Quanto vorrei lasciare l’auto a casa. Se avessimo un servizio di trasporto pubblico capillare, quanto traffico in meno…”
“Scusa, ma non lavori all’EUR? Ci arrivi con la metro…”
“Ma hai visto cos’è la metro alla mattina? Una calca continua, gente che ti suda addosso, puzza…Se avessimo un servizio pubblico puntuale e frequente, quanti disagi in meno…”
“Già…ora devo andare in ufficio. Ci vediamo domattina…”
“Non vuoi che ti accompagni?”
“No, grazie. Sono cinquecento metri…faccio una passeggiata.” Leggi più