Gli uomini mi guardano ancora

Il primo movimento di Claudia, al risveglio, era di gettare la mano sul lato sinistro del letto, alla ricerca di Piero. Immancabilmente, non trovava altro che le lenzuola, perché l’uomo era uscito di casa un’ora prima. L’aroma del suo dopobarba investiva ancora il cuscino, e la donna amava immergervi il viso, per qualche istante, prima di alzarsi. Piero sapeva essere passionale e incontenibile, e Claudia soleva ringraziare le pareti spesse e gli alti soffitti, che le impedivano di preoccuparsi di svegliare i suoi due bambini, o i vicini, durante la notte. Alle sette in punto, quindi, la giornata di Claudia iniziava frenetica. Dopo aver svegliato i figli e aver preparato la colazione, iniziava una staffetta ben oliata tra il bagno e le camere, e riuscivano, in una quarantina di minuti, a trovarsi tutti e tre davanti alla porta d’ingresso, pronti ad uscire. Al resto avrebbe pensato sua madre, che passava durante la mattinata per dare una rassettata alla casa. Claudia titubava sempre, davanti all’uscio, perché non sapeva cosa, o meglio chi, l’attendeva oltre. Viveva, quasi fisicamente, lo scarto che c’è tra il privato e il pubblico. Abitavano al primo piano di una di quelle palazzine d’ante-guerra che facevano da corollario… Read More