Metronovela romana

Stefano Bartezzaghi, noto saggista ed enigmista, ha di recente pubblicato un nuovo libro, M: una metronovela, un divertente e divertito viaggio nella metropolitana di Milano, un modo per raccontare la città lombarda attraverso vizi e virtù dei suoi abitanti, condendoli con aneddoti personali e le consuete riflessioni linguistiche. All’interno di questo bel romanzo urbano è presente anche un omaggio a Roma, un capitolo dedicato alla linea A della metro capitolina. Questo post si occuperà invece dell’altra principale linea della Capitale, la B. A Roma la Metropolitana è una rarità, in almeno due sensi del termine. E’ rara in senso territoriale, perché della miriade di quartieri di cui è composta la città, sono in pochi i fortunati a essere attraversati da una delle tre linee, ad avere le fermate a portata di gamba. Chi ce l’ha, scandisce i propri ritmi sugli orari di apertura e chiusura e sui tanti disservizi che purtroppo la infestano. E’ difficile per un utente della metropolitana abituarsi ai bus sostitutivi, quelli che lottano con gli automobilisti nel traffico. Il passeggero del metrò vive per allontanarsi dalla linea gialla, riesce a distinguere anche le fermate tutte uguali sulla via Tuscolana, ma non sa che con il 671 può… Read More

Tutto uguale

La mia famiglia era originaria della provincia di Teramo, ma negli anni tutti i nostri possedimenti abruzzesi erano stati venduti, motivo per cui ogni volta che “andavo a trovare la nonna”, facevo tappa sulla Laurentina. Abitava in uno di quei palazzoni sorti durante gli anni Sessanta, dodici piani di cemento armato sparuti e isolati alle spalle di un riserva incolta e semi-rurale che si allungava quasi fin sotto Trigoria. La nonna stava al penultimo piano, in un appartamento di quasi cento metri quadri, fin troppo grande per le sue esigenze di anziana vedova. Il balconcino abitabile godeva di quella panoramicità tipica della periferia romana, che ti fa passare dalla magnificenza fascista dell’EUR fino alla residenzialità un po’ squallida di Spinaceto. Andavo spesso a trovare la nonna: abitavamo non troppo lontani da lì, in via delle Sette Chiese dalla parte dell’Ardeatina, e alla mamma faceva comodo lasciarmi per qualche ora, mentre lei sbrigava commissioni varie. Erano passati tanti anni da allora, ma ricordavo tutto come se fosse ieri. Quando la mamma mi telefonò per informarmi che la nonna era morta, di colpo ripiombai in quella vita, come se una reazione spontanea mi avesse portato a ricrearla per dare a lei una seconda, ancorché effimera,… Read More