Lost in Termini

Lo sapevo che quella telefonata avrebbe portato guai. Ho sperato che non rispondesse, che aspettasse che avessimo finito tutto e che ci fossimo tranquillizzati per riprendere in mano il telefonino… niente, lei non sa resistere. Se il telefono suona deve rispondere. Come se il mondo potesse finire se non la trovano immediatamente. Donatella non è proprio l’esempio della puntualità, così, come sempre, siamo arrivate a Termini di corsa. Questa volta, per di più, dovendo ancora fare il biglietto. Il solito percorso ad ostacoli su via Giolitti, con quei tacchi non adatti alla corsa, e io dietro, costretta a stare attenta a non cadere, mentre lei mi tira e mi strattona. Per poco non finisco addosso ad un senza tetto che se ne stava seduto in un angolo, accanto alla vetrina della Coin. La biglietteria è la solita fila senza fine, non si farebbe in tempo. Mentre compra il biglietto alle macchinette automatiche è costretta ad allontanare i consueti mendicanti in cerca di qualche spicciolo, o quelli che vorrebbero aiutarla nell’operazione di acquisto (per poi pretendere, anche loro, qualche euro in cambio). Ora sento forte la sua presa intorno a me, attenta che non si approfittino del caos per separarci. Un… Read More

L’accollo

– I biscotti sono finiti? – Si, scusa…erano gli ultimi. – Checco non mi aveva nemmeno guardata in faccia, puntava gli occhi fuori dalla finestra, rimirando un panorama che non esisteva, ingabbiato in un cortile condominiale. – Senti, ma hai usato di nuovo la mia tazza? – Perdonami…sai, Chiara non ne ha una, prende soltanto il caffè a colazione. Checco era in mutande, sdraiato sul divano che avevamo nella cucina comune. Era perfettamente a suo agio, come se fosse stato a casa sua. Ma quella, non era casa sua. Da qualche mese me lo ritrovavo tutte le mattine li. Era il mio accollo, Checco. A Roma si dice così, quando qualcuno estremizza i vincoli di un rapporto, e ti si appiccica addosso togliendoti anche il respiro. Il bello era che Francesco, Checco per gli amici, non era il mio ragazzo, ma si frequentava con Chiara, una delle mie tre coinquiline. Avevano però un concetto un po differente del termine “frequentarsi”: Checco usciva solo con Chiara, mentre Chiara aveva appuntamenti anche con altri ragazzi. Non capivo se Checco avesse subodorato qualcosa, fatto sta che tutte le volte che lei latitava, lui restava nei paraggi, e spesso e volentieri la sottoscritta se… Read More